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Legge di Bilancio 2026 (Legge 199/2025) – 2 di 3

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Sul Supplemento Ordinario n. 42 alla Gazzetta Ufficiale n. 301  del 30/12/2025 è stata pubblicata la L. n. 199 (legge di bilancio 2026), in vigore dall’1/1/2026.

Di seguito le principali novità in ambito fiscale.

Iper-ammortamenti 4.0 e 5.0

Viene prevista l’introduzione degli iper-ammortamenti, vale a dire la maggiorazione, ai fini delle imposte sui redditi, del costo di acquisizione dei beni agevolabili 4.0 e 5.0 con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria previa comunicazione al GSE.

Sono agevolabili gli investimenti effettuati dall’1/1/2026 al 30/9/2028 in beni:

  • materiali e immateriali strumentali nuovi 4.0 (aggiornati nei nuovi Allegati alla legge di bilancio 2026);
  • materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo;
  • prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo; 
  • destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.

Misura della maggiorazione

Il costo di acquisizione dei beni agevolati è maggiorato nella misura del: 

  • 180% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro; 
  • 100% per gli investimenti oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro; 
  • 50% per gli investimenti oltre 10 milioni e fino a 20 milioni di euro.

Dividendi e plusvalenze

Dal 2026, l’esclusione parziale da tassazione di dividendi e plusvalenze per le imprese sarà limitata alle partecipazioni pari ad almeno il 5% del capitale o con valore fiscale di 500.000 euro. In assenza di tali requisiti, i proventi diventeranno integralmente imponibili. La norma si applica ai dividendi deliberati dal 1° gennaio 2026 e alle plusvalenze su titoli acquistati dalla stessa data. Restano fermi gli altri requisiti PEX, come il possesso minimo di dodici mesi e la commercialità della società partecipata.

Dal 2026 viene eliminata la facoltà di rateizzare in 5 anni le plusvalenze su beni strumentali e patrimoniali, che andranno tassate interamente nell’esercizio di realizzo. La rateizzazione resta possibile solo per le cessioni di aziende o rami d’azienda (posseduti da almeno 3 anni).

Assegnazione beni ai soci

Viene riproposta per il 2026 l’agevolazione per l’assegnazione/cessione di beni ai soci o la trasformazione in società semplice, applicabile a immobili non strumentali e beni mobili registrati entro il 30 settembre 2026.

L’operazione consente di pagare un’imposta sostitutiva ridotta dell’8% (10,5% per le società di comodo) sulle plusvalenze, calcolabile anche sul valore catastale anziché sul valore di mercato. Sono previsti benefici anche sulle imposte indirette (registro dimezzato, ipotecarie e catastali fisse) e un’imposta del 13% sulle riserve annullate. Il versamento va effettuato per il 60% entro settembre e per il 40% entro novembre 2026.

Affrancamento straordinario delle riserve

Viene riproposta la possibilità di affrancare le riserve in sospensione d’imposta (esistenti al 31/12/2024 e residue al 31/12/2025) pagando un’imposta sostitutiva forfettaria del 10%. Questa operazione trasforma fiscalmente tali poste in comuni riserve di utili, rendendole distribuibili ai soci senza ulteriori tasse per la società. L’opzione va esercitata nella dichiarazione dei redditi 2025 e il pagamento deve avvenire obbligatoriamente in quattro rate annuali di pari importo, a partire dal saldo delle imposte 2025.

Limitazioni all’utilizzo delle perdite e delle eccedenze ACE

Per gli anni 2026 e 2027 vengono introdotti limiti stringenti all’uso delle perdite fiscali e delle eccedenze ACE per abbattere i maggiori imponibili derivanti dalle recenti riforme. Nello specifico, la compensazione non potrà superare il 35% del maggior reddito nel 2026 e il 42% nel 2027, garantendo così allo Stato una base minima di tassazione. Tali restrizioni si applicano anche alle società che aderiscono al consolidato nazionale o mondiale. In sintesi, le imprese non potranno azzerare interamente il carico fiscale legato a queste variazioni normative utilizzando i crediti pregressi.

Rottamazione dei ruoli – Riapertura periodi fino al 31/12/2023

Viene introdotta la “rottamazione-quinquies” per i debiti affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2023, limitatamente agli omessi versamenti da dichiarazione (esclusi gli accertamenti). La misura consente di stralciare sanzioni e interessi, con domanda telematica entro il 30 aprile 2026 e prima rata (o saldo) al 31 luglio 2026. È possibile rateizzare il debito in un massimo di 54 rate bimestrali fino al 2035, con interessi al 3%. La presentazione dell’istanza sospende pignoramenti e blocchi amministrativi, ma la decadenza avviene con il mancato pagamento di sole due rate.

Altri contributi e tasse

Contributo sui pacchi extra-UE di modico valore

Viene istituito un contributo da applicarsi alle spedizioni di beni provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione europea di valore dichiarato non superiore a 150 euro. Il contributo è pari a 2 euro ed è riscosso dagli Uffici delle Dogane all’atto dell’importazione definitiva delle merci oggetto delle spedizioni.

Plastic tax e sugar tax

Entrata in vigore rinviata all’1.1.2027.

Accise carburanti

Dal 2026 benzina e gasolio avranno aliquote allineate a 672,90 €/1000 litri, con riduzione per benzina e aumento per gasolio.

Altri crediti di imposta

Viene prorogata fino al 2028 l’agevolazione per gli investimenti nella Zona Economica Speciale (ZES) del Mezzogiorno, sia per tutti i settori che, con tempistiche diverse, per quello agricolo, con un ulteriore credito integrativo per chi ha aderito nel 2025. Al settore agricolo e della pesca è inoltre dedicato un nuovo credito d’imposta “4.0” per investimenti in beni materiali e immateriali innovativi dal 2026 al 2028. Sono estesi anche gli incentivi per le Zone Logistiche Semplificate (ZLS) e, per il solo 2026, quello per le attività di design.

Infine, vengono rifinanziati con risorse aggiuntive due misure cardine: il credito d’imposta 4.0 per gli investimenti tecnologici, tramite un fondo da 1,3 miliardi per incrementare i limiti di spesa per spese già effettuate, e la “Nuova Sabatini”, con 650 milioni di euro stanziati per il 2026 e il 2027 per favorire l’acquisto di beni strumentali.

Photo Credits: Andrea Cherchi
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