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CU 2026: vademecum su sanzioni e ravvedimento per omissioni, ritardi ed errori

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Con il provvedimento n. 15707/2026, l’Agenzia delle Entrate ha approvato la Certificazione Unica 2026 per i redditi 2025.

Ecco una sintesi dei punti principali riguardanti le sanzioni e le procedure di correzione per il modello 2026 relativo all’anno 2025.

Scadenze principali per la CU 2026

  • 16 marzo 2026: termine ordinario per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate (per dipendenti, pensionati e autonomi occasionali) e per la consegna del modello sintetico al percipiente;
  • 30 aprile 2026: termine per l’invio delle certificazioni relative a redditi di lavoro autonomo da arte o professione abituale;
  • 31 ottobre 2026: termine per le CU contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili tramite precompilata (in linea con il Modello 770).

Regime Sanzionatorio (Art. 4, comma 6-quinquies, DPR 322/98)

Per ogni Certificazione Unica omessa, tardiva o errata, si applicano le seguenti sanzioni:

  • Nota importante: non si applica il “cumulo giuridico”, quindi le sanzioni si sommano per ogni singola CU non in regola.
  • Sanzione base: 100 euro per singola certificazione.
  • Massimale: 50.000 euro per sostituto d’imposta.

Correzioni e Ravvedimento

Esistono diverse possibilità per ridurre o annullare la sanzione in caso di errore o ritardo:

  • entro 5 giorni dalla scadenza: se l’errore viene corretto e la CU viene trasmessa nuovamente entro 5 giorni dal termine del 16 marzo, non è dovuta alcuna sanzione;
  • entro 60 giorni dalla scadenza: se la trasmissione corretta avviene entro 60 giorni, la sanzione è ridotta a 1/3 (ovvero 33,33 euro per ogni CU), con un massimale ridotto a 20.000 euro;
  • oltre i 60 giorni (Ravvedimento Operoso): è possibile applicare il ravvedimento operoso (Circolare 12/E/2024), riducendo ulteriormente la sanzione base di 100 euro in base al tempo trascorso:
    • entro 90 giorni: riduzione a 1/9 (11,11 euro);
    • entro il termine di presentazione del modello 770: riduzione a 1/8 (12,50 euro);
    • oltre il termine di presentazione del modello 770: riduzione a 1/7 (14,29 euro).

Impatto per il lavoratore

Se il datore di lavoro omette o ritarda l’invio:

  1. Dichiarazione Precompilata: i dati non appariranno nel sistema dell’Agenzia delle Entrate, costringendo il contribuente a integrare manualmente il Modello 730 o Redditi PF.
  2. Responsabilità: il lavoratore non deve utilizzare dati che sa essere errati. In caso di errore nella CU ricevuta, deve sollecitare immediatamente il sostituto d’imposta per una rettifica.

In caso di scarto del file da parte del sistema dell’Agenzia delle Entrate, il sostituto ha tempo 5 giorni solari dalla data della comunicazione di scarto per procedere a un nuovo invio senza incorrere in sanzioni.

Photo Credits: Andrea Cherchi
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